Al Distretto Militare di Verona. Io, sottoscritto Michele Pircher, nato a Verona il
3/8/71, dichiaro la mia intenzione di non proseguire con lo svolgimento del mio servizio civile cosiddetto
alternativo. Dichiaro di non riconoscere alcuna autorità che possa arrogarsi il diritto di gestire,
in nome di una falsa idea di democrazia, un anno della mia vita. Non riconosco nessuna autorità
se non quella che mi auto-impongo e che non considero nemmeno autorità, ma ordinamento etico
culturale e umano in questo caso mi spinge a fare questa scelta. Sono pronto a prendermi tutte le
responsabilità e ad accettare tutte le conseguenze che un gesto simile reca con sé, in una
società in cui la democrazia è solo un velo sottile, in cui la libertà è concessa
nei limiti del rispetto per il potere e dell'obbedienza cieca alla morale dominante. Considero il mio gesto
un gesto esclusivamente individuale, che non vuole coinvolgere nessuno, che non pretende di cambiare niente
tranne me stesso. Tutto questo in faccia ai vostri avvocati, ai vostri giudici, ai vostri tribunali, ai vostri
eserciti, ai vostri papi, ai vostri criminali di guerra e di pace, alla vostra polizia, alla vostra ignoranza, al vostro
denaro e a tutto ciò che io odio e rinnego perché causa di oppressione e ingiustizie
sociali. Considero il servizio civile, che ho svolto finora, una falsa alternativa, una perfetta macchina di
sottomissione che obbliga l'individuo al riconoscimento e all'asservimento delle regole statali e istituzionali,
cause prime dell'oppressione degli individui e dei popoli. Consapevole che sarò più libero
dentro una cella che dentro un sistema, con disprezzo.