Rivista Anarchica Online
Cronache sovversive a cura della Redazione
Processo a Livorno
L'11 maggio a Livorno (e non a Firenze, come erroneamente indicato sullo scorso numero) si
aprirà il processo contro presunti appartenenti ad Azione Rivoluzionaria, ritenuti responsabili
-
tra l'altro - del tentato fallito rapimento del figlio dell'industriale livornese Neri, del ferimento
del dott. Mammoli (il medico del carcere Don Bosco di Pisa che rifiutò le cure necessarie
all'anarchico Franco Serantini, morto poco dopo) e del furto di alcune auto a Massa. Dopo le
pesanti condanne erogate dal tribunale di Firenze ai 27 imputati nel processo conclusosi il 20
marzo, questo viene presentato come il 2° processo contro A.R.; tra i compagni imputati vi sono
l'avvocato Gabriele Fuga, attivissimo nella difesa dei detenuti politici e per questo
particolarmente "scomodo", e Monica Giorgi, di cui abbiamo pubblicato sui numeri 85 e 87 di
"A" due lettere in cui tra l'altro rivendica la sua estraneità ai fatti per i quali da ormai un anno è
detenuta.
Ridotte le pene
Pene ridotte ai compagni del "collettivo carceri" di Parma e al compagno Horst Fantazzini,
condannati in primo grado (con altri due detenuti che invece non avevano fatto ricorso) a 38
anni complessivi. Erano accusati di essere i mittenti ed i destinatari di pacchi postali contenenti
esplosivo, al fine di realizzare una fuga dal carcere nuorese di Badu e Carros. Cancellando
l'aggravante "per fini di terrorismo", i giudici bolognesi hanno condannato Horst Fantazzini a 5
anni, Valeria Vecchi e Ivan Zerlotti a 4 anni e 6 mesi ciascuno, Nella Montanini a 2 anni e 6
mesi con la condizionale (peraltro inutile, dal momento che Nella, Valeria e Ivan sono appena
stati pesantemente condannati al processo di Firenze).
Arrestato un obiettore
Giovedì 16 aprile, nella sua abitazione a Lecco, è stato arrestato il compagno Sergio
Cattaneo,
renitente alla leva dal dicembre '79. Un altro obiettore totale è così ospite del carcere militare di
Peschiera del Garda. La data del processo non è ancora stata fissata.
Campagna Valpreda
Poco dopo l'assoluzione per insufficienza di prove al processo di Catanzaro, il compagno Pietro
Valpreda è stato formalmente incriminato dalla magistratura milanese in relazione al suo
intervento ad un'assemblea degli studenti del liceo linguistico Manzoni di Milano - nell'ambito
delle iniziative promosse dal Comitato anarchico Valpreda nelle settimane precedenti la
sentenza al processo per la strage di stato. La magistratura di Trieste ha nel frattempo
incriminato un compagno della "commissione di corrispondenza" della Federazione Anarchica
Italiana per il reato di "vilipendio delle istituzioni", in relazione al contenuto del manifesto ("Lo
stato processa Valpreda. Processiamo lo stato") redatto dal Comitato anarchico Valpreda e pari
pari ripubblicato con la firma della c.d.c. della F.A.I. sul settimanale anarchico Umanità Nova.
Altri procedimenti giudiziari più o meno analoghi pare siano in corso in varie altre
località. Continua intanto la mobilitazione, promossa per lo più dal movimento
anarchico, contro la
sentenza di Catanzaro e tutto ciò che essa rappresenta. I mass-media, naturalmente, non danno
notizie delle numerose manifestazioni, dibattiti, conferenze che si stanno tenendo in molte
località. I partiti di sinistra, poi, giungono a volte ad operare un vero e proprio sabotaggio,
come è accaduto l'11 aprile a Savona: appena saputo che Valpreda avrebbe parlato in una sala
cittadina, P.C.I. e P.S.I. hanno tempestivamente promosso una manifestazione in solidarietà con
El Salvador, oratore ufficiale il catto-comunista Raniero La Valle. Era già successo a Biella ed
in altre località, nel corso della campagna Valpreda. Il black-out dei mass-media,
evidentemente, non pare loro sufficiente.
Antimilitarismo in Olanda
A Rotterdam (Olanda), l'11 marzo, un centinaio di antimilitaristi fanno irruzione negli uffici
della Rotterdamse Droogdok Maatschappij (RDM) che produce, fra l'altro, dei sottomarini. La
RDM fa parte del trust Rijn-Schelde-Verolme (RSV), importante produttore di materiale militare.
I manifestanti riescono a penetrare negli uffici della direzione e a "sparpagliare" gli archivi.
Alcune bandiere vengono esposte, perfino sopra un sottomarino in costruzione. Dopo qualche
ora gli occupanti vengono evacuati dalla polizia. Bilancio: una trentina di arresti: tra i
manifestanti vi sono 12 obiettori totali, di cui 3 francesi che vengono immediatamente condotti
alla frontiera olandese-belga. Gli altri 9 sono olandesi e vengono da varie città. Otto di questi
vengono portati alla Maréchaussée (Gendarmeria) e messi agli arresti per obiezione
totale. Il
caso della nona persona è particolare, poiché si tratta di una persona che pur essendo
anagraficamente di sesso maschile desidera diventare donna. Nello stesso giorno vi sono varie
manifestazioni in diverse città olandesi e belghe. Gli otto obiettori si sono fatti arrestare volontariamente per sottolineare la loro radicale
opposizione al militarismo. Per militarismo essi non intendono solamente l'esercito, bensì tutto il
complesso militare-industriale: per questo, l'azione contro RDM/RSV. Inoltre è chiaro che tale
lotta non deve essere limitata ad un solo paese, per cui la manifestazione aveva un carattere
internazionalista. L'obiezione totale nei Paesi Bassi è punita con 18 mesi di detenzione: detratto
1/3 per condono, resta un anno di carcere. La solidarietà viene organizzata attivamente,
varie manifestazioni si sono già svolte nei pressi
della prigione militare dove si trovano rinchiusi attualmente i compagni. In Zelandia - paese
originario di uno degli arrestati - si è già formato un comitato di difesa che si occupa di
mantenere i contatti con gli obiettori nell'attesa di conoscere esattamente il luogo definitivo di
detenzione.
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